Eros is a bubble

Si tratta di un progetto nato durante il laboratorio della Scuola di Piazza Bausan, tenuto da Michele De Lucchi, Francesca Balena Arista, Mario Greco e Marco De SantiIl focus è stato sul tema dell’Eros, con il significato ampio di seduzione, attrazione e gravità delle cose.

“La Scuola di Piazza Bausan presuppone che il compito di una scuola del progetto non è quello di formare professionisti standard, ma piuttosto generazioni di Autodidatti capaci di affrontare la complessità del mondo, camminando con le proprie gambe.”
Andrea Branzi

concept

Quando siamo toccati dall’Eros tendiamo a creare il nostro mondo perfetto. Costruiamo un microcosmo autosufficiente separato da tutto il resto, un ambiente che ci fa sentire avvolti e protetti. Per queste ragioni abbiamo pensato all’Eros come una bolla.

Un’intera stanza, simbolo delle passioni della pittrice e artista tessile Malu Bondanza è diventato luogo dell’Eros. Per raccontare la sensazione di Eros come bolla abbiamo gonfiato del materiale plastico all’interno del suo studio. Gonfiandosi la bolla si è ingrandita fino ad aderire alle pareti, ai quadri, agli oggetti. Alla stanza è stato quindi aggiunto un filtro che ci allontana dalle cose.

ricerca

Nella fase di ricerca, abbiamo cercato gli equivalenti della bolla nel mondo dell’architettura: dall’hortus conclusus, spazio verde cinto da un alto muro, ai giardini panteschi, protetti da pietra lavica murata a secco a pianta circolare, fino ai chiostri di conventi e monasteri. Il muro che circonda questi spazi diventa il limite tra dentro e fuori, separando e allo stesso tempo proteggendo. L’interno, chiuso, inaccessibile, diventa lo spazio del sé, caratterizzato da armonia e serenità. 

La ricerca è racchiusa in un quaderno realizzato solo con l’uso della fotocopiatrice. La copertina è una scansione delle finestre del modellino.

dimensioni 21,0 × 29,7 cm

modello

Il modello vuole rappresentare quel luogo mentale in cui ci si trova quando siamo toccati dall’Eros. 

Abbiamo scelto di usare la ceramica perché rispetta le caratteristiche della bolla: isolante, resistente e allo stesso tempo fragile. Abbiamo realizzato il modello con l’aiuto del ceramista Antonio Ginto.